18.2.15

ANALOGIA I - OSWALD SPENGLER

Filosofo tedesco autore de Il tramonto dell’Occidente.


Henry Miller, Tropico del Cancro, 1934, ed. Mondadori – I Capolavori della medusa, trad. Luciano Bianciardi-Guido Almansi, pag. 10.
«Penso a Spengler, ai suoi terribili pronunciamientos, e mi chiedo se lo stile, lo stile alla maniera grande, non sia finito.»

Jack Kerouac, Sulla strada, 1957, ed. Mondadori – I Capolavori della medusa, trad. Magda de Cristofaro, pag. 184.
«Ci vorrebbe una notte intera a raccontare del vecchio Bull Lee […] A Istanbul si faceva strada in mezzo ai capannelli degli oppiomani e dei rivenditori di tappeti, in cerca di avvenimenti. Negli alberghi inglesi leggeva Spengler e il Marchese de Sade.»

Saul Bellow, Herzog, 1964, ed. Mondadori, trad. Letizia Ciotti Miller, pagg. 353, 112-113.
«Ed io stavo in cucina le notti d’inverno, a studiare Il tramonto dell’Occidente […] Spengler, i luoghi comuni della visione del mondo quale Terra Desolata […] No. L’analogia del tramonto e la caduta del mondo classico non varrà per noi.»

John Fante, La strada per Los Angeles, 1985, ed Einaudi 2005, collana Stile Libero, trad. Francesco Durante, pagg. 10, 24.
«Aveva letto Spengler? Lo sapeva che l'Occidente era in declino? [...] E Spengler! Oh, Spengler ruggirebbe!»

Nicola Lagioia, Occidente per principianti, 2004, ed. Einaudi, pag. 246.
«Non esco di casa da più di un mese, e nei momenti di noia, dopo anni, torno a leggere Il tramonto dell’Occidente un vero best seller degli anni Venti.»

Roberto Bolaño, 2666, 2004, Adelphi edizioni (2007), pag. 831
«Una sera, mentre sorvegliava la porta del bar in Spengler-strasse, si levò una voce femminile, dal buio, a pronunciare il suo nome.»

Francesco Pacifico, Storia della mia purezza, 2010, ed. Mondadori, pag. 15.
«Federica, capolavoro pedagogico, era arrivata dove mamma sperava, a fare la scrittrice abbastanza famosa: giornali, cataloghi d’arte, romanzi con tramonti dell’Occidente […]»

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